CORALE DI LUCE

CORALE DI LUCE” è un’esperienza visiva di azione, volti, corpi e atmosfere. Il tema dolorosissimo della violenza di genere scritto con l’uso delle immagini. La luce, appunto. La coralità dell’esperimento fotografico che fa uso di elementi formali differenti tende a stimolare inquietudini, imbarazzo, domande, insomma il fotografo detta un codice libero al pensiero dell’osservatore.

Una mostra, diversamente da un libro mette inevitabilmente l’accento più sulla rappresentazione, sullo spettacolo, che sul racconto.

CORALE DI LUCE” vuole recuperare la dimensione del racconto, un racconto vivo nella coralità delle sfumature del bianco e nero, vivo nell’espressioni dei soggetti ritratti, vivo delle dinamiche, severo nella prospettiva e nella chiave di lettura. Le fotografie di Salvatore Rinaldi mostrano donne in vari momenti del consumarsi della violenza (tra i soggetti vi è una reale vittima). Non andrebbero separate le immagini dalle didascalie che le accompagnano, perché anche la parola scritta sia parte del lavoro “CORALE” di Salvatore Rinaldi. Il fotografo ha tanto creduto nella coralità di questa esperienza, da non separare, neppure ne suo caso, la persona dal proprio ruolo.

L’impressionante evoluzione culturale, per cui la vita anche nei suoi momenti più drammatici si avvia a diventare rappresentazione, è stata colta da Salvatore Rinaldi fino a trasformare la semplice visione in testimonianza. L’analisi del percorso fotografico intitolato “CORALE DI LUCE” consegna al visitatore la spinta appassionata di Salvatore Rinaldi a consacrarsi a questo lavoro fino alla condivisione, altro elemento della coralità.

Il prezioso aiuto dato dal fotografo alla causa dell’antiviolenza con questa opera sta nel ritrovare se stesso dietro la macchina fotografica, nel gesto di scrivere con la luce e raccontare,testimoniare attraverso la coralità di quanto ha raffigurato.

 

 

Maurizio Lillo

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